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Una giusta causa
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Una giusta causa

la rivoluzione passa anche dalle parole

Oggi omaggiamo una donna che non ha mai mollato, che ha lottato perché la voce di tantissime donne come lei fosse finalmente ascoltata, e perché la parità fosse riconosciuta come diritto e dovere costituzionale.

È il 1956.

Ruth Bader Ginsburg (Felicity Jones) viene accettata ad Harvard, assieme ad altre 8 donne, per frequentare la facoltà di legge.

Le cose, però, non vanno come spera.

Dopo la laurea trovare lavoro in uno studio sembra impossibile, e il semplice fatto di essere donna diventa un ostacolo alla carriera.

Le domande insistenti sulle sue motivazioni, i continui rifiuti, costringono Ruth ad accettare, a malincuore, un posto di ripiego come insegnante.

La svolta arriverà solo quando, con l’aiuto del marito, la protagonista si troverà a dover difendere un uomo a cui non è stato riconosciuto il sussidio per assistere la madre.

Motivo del rifiuto? Solo le donne hanno diritto agli aiuti, perché accudire spetta a loro.

Ruth darà il via a una battaglia legale per dimostrare l’incostituzionalità della legge, utilizzando il caso come precedente per dimostrare l’assurdità della discriminazione di genere e non.

La donna aprirà così la strada al cambiamento, diventando un’icona del femminismo.

Una pellicola interessante, che affronta tematiche ancora oggi fondamentali.

La storia di The Notorious RBG è forte, commovente, pragmatica, sensazionale.

Il film tenta di rappresentare questi sentimenti, decisamente con troppa fatica. Riesce però nell’intento di ripercorrere i ragionamenti, le motivazioni e gli avvenimenti che hanno fatto di Ruth Bader Ginsburg la donna giusta, al momento giusto.

★★★☆☆

Patrizia Catania
— paneacult

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